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	<title>Kit Videosorveglianza &#187; norme e regole videosorveglianza azienda</title>
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	<description>Offerte, Prezzi, Consigli Utili e Guide Tecniche sui Kit di Videosorveglianza</description>
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		<title>Videosorveglianza nei luoghi di lavoro</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Dec 2013 12:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telecamere Videosorveglianza]]></category>
		<category><![CDATA[normativa videosorveglianza]]></category>
		<category><![CDATA[norme e regole videosorveglianza azienda]]></category>
		<category><![CDATA[sistema videosorveglianza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il problema della sicurezza riguarda non soltanto le abitazioni private, gli istituti di credito oppure gli edifici di prestigio come i musei e i Ministeri, ma anche i luoghi di lavoro. Le finalità della videosorveglianza nei luoghi di lavoro sono molteplici: tanto per cominciare, occorre tenere sotto controllo 24 ore &#8230; <a href="http://www.kitvideosorveglianza.biz/videosorveglianza-nei-luoghi-di-lavoro/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il problema della sicurezza riguarda non soltanto le abitazioni private, gli istituti di credito oppure gli edifici di prestigio come i musei e i Ministeri, ma anche i luoghi di lavoro</strong>. Le finalità della videosorveglianza nei luoghi di lavoro sono molteplici: tanto per cominciare, occorre tenere sotto controllo 24 ore su 24 luoghi di lavoro e macchinari, per impedire furti ed effrazioni, ma anche incidenti di vario tipo (incendi, potenziali allagamenti ecc..) , oppure intervenire in maniera tempestiva in caso di black-out che potrebbero mettere a repentaglio la catena produttiva, provocando ingenti danni (per esempio nel caso di scongelamento di prodotti).</p>
<p>Spesso, tuttavia, si rivela necessario utilizzare impianti per la videosorveglianza anche nella catena produttiva, monitorando il lavoro dei dipendenti che potrebbero anch’essi rubare, truffare o provocare danni. O comunque, anche quando non sono installate con tale scopo, <span style="text-decoration: underline;">le telecamere finiscono col riprendere anche chi lavora, creando non pochi problemi ai datori di lavoro che hanno installato l’impianto</span>.</p>
<p>Questo perché quando si tratta di riprendere il personale, laddove quest’ultimo non abbia espressamente autorizzato le riprese (cosa che non è tenuto in alcun modo a fare), entra inevitabilmente in conflitto con quanto previsto dall’<strong>attuale normativa sulla privacy, molto restrittiva proprio per garantire il rispetto di uno dei diritti considerati fondamentali per l’uomo all’interno di una società civile</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Monitorare di nascosto i propri dipendenti, dunque, oltre che scorretto, è un reato vero e proprio punibile a norma di legge</span>. Se si vuole installare un sistema di videosorveglianza senza incorrere a sanzioni di tipo penale, dunque, occorre non soltanto informare i dipendenti circa la presenza di telecamere, ma anche ottenere l’autorizzazione preventiva dell’Autorità competente in materia, ossia la Direzione Territoriale del Lavoro.</p>
<p><strong>Se questa autorizzazione non viene richiesta o, seppur richiesta, non viene ottenuta, l’installazione di un sistema di videosorveglianza nei luoghi di lavoro è proibita ai sensi dell’articolo 4 della Legge n. 300/1970 dello Statuto dei lavoratori</strong>, nel quale è sancito espressamente il divieto, per i datori di lavoro, di usare impianti audiovisivi che controllino a distanza l’operato dei dipendenti. Nella richiesta preventiva di autorizzazione, il datore di lavoro che ne fa richiesta deve dimostrare che le telecamere verranno installate con finalità di &#8220;prevenzione e deterrenza dei fenomeni criminosi al fine di tutelare la sicurezza delle persone e l’integrità del patrimonio aziendale&#8221;.</p>
<p><strong>La legge prevede che non solo i dipendenti, ma anche i clienti, debbano essere preventivamente informati della presenza di telecamere mediante appositi cartelli che di solito vengono affissi all’entrata, e che informano che si sta per accedere a un locale videosorvegliato</strong>. Occorre inoltre che vi sia uno specifico dipendente cui sia consentito l’accesso all’impianto di videosorveglianza, nonché al materiale audiovisivo che se ne ricava, da visionare in caso di necessità.</p>
<p>Non solo: per quanto riguarda infatti la scelta delle angolazioni di ripresa, queste devono essere scelte in modo da tutelare le zone più a rischio di effrazione/furti/incidenti, e anche se il sistema di videosorveglianza è stato autorizzato legalmente, <span style="text-decoration: underline;">non è comunque possibile riprendere le postazioni di lavoro</span>. Anche l’utilizzo delle immagini riprese è sottoposto a regolamentazione legale:<strong> i filmati, infatti, possono essere conservati solo per 24 ore, e non possono essere utilizzate in alcun modo contro i lavoratori</strong>. Installare un sistema di videosorveglianza nei luoghi di lavoro, dunque, richiede molta attenzione e continua manutenzione da parte di chi lo installa.</p>
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		<title>Videosorveglianza normative</title>
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		<comments>http://www.kitvideosorveglianza.biz/videosorveglianza-normative/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Dec 2013 11:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Videosorveglianza e TVCC]]></category>
		<category><![CDATA[normativa videosorveglianza]]></category>
		<category><![CDATA[norme e regole videosorveglianza azienda]]></category>
		<category><![CDATA[regole videosorveglianza abitazioni private]]></category>

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		<description><![CDATA[Sia sul luogo di lavoro, sia all’interno – o all’esterno – della propria abitazione, sono sempre di più le persone che decidono di installare un sistema di videosorveglianza attivo 24 ore su 24, che metta in sicurezza gli ambienti scoraggiando eventuali furti o effrazioni. Prima ancora di dedicarsi alla scelta &#8230; <a href="http://www.kitvideosorveglianza.biz/videosorveglianza-normative/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sia sul luogo di lavoro, sia all’interno – o all’esterno – della propria abitazione, sono sempre di più le persone che decidono di installare un sistema di videosorveglianza attivo 24 ore su 24, che metta in sicurezza gli ambienti scoraggiando eventuali furti o effrazioni.<strong> Prima ancora di dedicarsi alla scelta del sistema di videosorveglianza più adatto, però, è opportuno dare un’occhiata alle attuali normative relative alla videosorveglianza</strong>.</p>
<p>Si tratta di istanze che vanno seriamente prese in considerazione, in quanto ogni effrazione è punibile a norma di legge, dal momento che implica il coinvolgimento di terze persone. <span style="text-decoration: underline;">L’esigenza di sicurezza, e dunque la necessità di installare apparecchiature adibite alla videosorveglianza, rischia infatti di ledere uno dei diritti principali della persona, ossia il diritto alla privacy</span>, a tutela della quale in Italia è stato istituito un apposito garante.</p>
<p><strong>Le normative relative alla videosorveglianza variano a seconda che le telecamere vengano installate su un luogo di lavoro – per esempio una fabbrica, oppure un negozio o un complesso di uffici – oppure in un’abitazione privata</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Per quanto riguarda i luoghi di lavoro la questione è un po’ più complessa</span>. <strong>L’impianto di videosorveglianza, infatti, può essere installato a patto che si informino tutti i lavoratori della presenza di telecamere</strong>; queste telecamere, inoltre, non possono riprendere i lavoratori nello svolgimento del loro lavoro, né possono essere installate in luoghi adibiti a scopo ricreativo (ad esempio mense, spogliatoi, salette o bar che fungono da ritrovo per il personale).</p>
<p>Non solo: prima di installare delle telecamere, infatti, <span style="text-decoration: underline;">l’azienda o il singolo datore di lavoro devono ricevere un’autorizzazione preventiva rilasciata da un ente apposito rappresentato dall’Ispettorato del lavoro</span>, incaricato di esaminare caso per caso e quindi procedere alla trasmissione del permesso. <strong>Si parla di permesso preventivo poiché procedere all’installazione di un sistema di videosorveglianza e dichiararlo all’ente preposto solo in un secondo momento costituisce un’infrazione</strong> alla legge punibile con una multa che va da un minimo di mille euro a un massimo di qualche migliaia di euro. Ciò vale anche se i dipendenti erano stati preventivamente informati della presenza di telecamere.</p>
<p>Nel dettaglio, la normativa che regola la videosorveglianza sul lavoro è l’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori.<strong> Il discorso è solo parzialmente diverso quando si parla di abitazioni private</strong>. In questo caso, le telecamere all’interno non costituiscono ovviamente alcun problema; non così quelle installate all’esterno, che potrebbero riprendere accidentalmente il vicinato o i passanti per strada.</p>
<p>Per questo motivo, è opportuno accertarsi che l’angolo di ripresa inerisca solo al proprio cortile o al proprio giardino, senza che l’occhio della telecamera possa &#8220;vagare&#8221; sul vicinato. In caso contrario, è importante che nelle riprese non siano riconoscibili i volti delle persone eventualmente riprese, né dettagli come ad esempio il numero di targa.</p>
<p><strong>In linea più generale, la videosorveglianza è ammessa solo quando v’è un bene (o un interesse) effettivo da proteggere e non solo attuabili altre modalità di controllo</strong>. Ai sensi della legge, è fondamentale che il materiale registrato venga conservato solo per il tempo strettamente necessario, che è stato individuato in un massimo di 24 ore (estendibili a una settimana qualora sussistano esigenze d’indagine o di pubblica sicurezza). Trascorso questo termine, i filmati andranno distrutti.</p>
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